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La malocclusione è una malattia.

Non è rappresentata solo da uno scorretto ingranaggio dentale formatosi nel combaciamento dell'arcata superiore con quella inferiore, così come espresso dalla sua denominazione. Per lo meno no dal punto di vista della geometria statica. Talora può sussistere una malocclusione anche in presenza di un ingranaggio dentale "apparentemente" armonico. La malocclusione ha rilevanza nella dinamica funzionale esercitata dalle arcate dentarie, che coinvolge diverse sedi cliniche. La malocclusione si manifesta, infatti, nello scheletro craniofacciale, nel sistema neuromuscolare orofacciale, nei tessuti "molli" stomatognatici e nelle arcate dentarie: in verità il più delle volte la diagnosi di malocclusione viene posta solo per questo ultimo aspetto, e ciò può portare a dei fraintendimenti. A questi aspetti propri del Sistema stomatognatico dobbiamo aggiungere quelli di coinvolgimento del Sistema posturale globale in un nesso di causalità circolare proprio dei Sistemi. Nella valutazione dei rapporti tra malocclusione e postura la maggior parte dei posturologi parla invece di cause ascendenti quando ritengono che una disorganizzazione posturale ad altro livello coinvolge secondariamente il Sistema stomatognatico e di cause discendenti quando una malocclusione causa una disorganizzazione posturale ad altro livello. Anche se in una clinica sbrigativa questa semplificazione può essere in alcuni casi vicina alla realtà e alla base di un comportamento clinico che riesce ad alleviare la maggior parte dei segni e dei sintomi questo non è mai vero in quanto postula una correlazione causa effetto lineare mentre esiste sempre un meccanismo di retroazione (feedback) che coinvolge circolarmente tutti i sottosistemi posturali. E' vero altresì che quando la malocclusione è il nodo più importante da sciogliere, un intervento appropriato sul Sistema stomagnatico è risolutivo in modo drammatico.

BITE


Bite è un termine diventato di uso comune per indicare una placca, normalmente in resina, da porre tra le due arcate dentarie, per modificarne le relazioni spaziali nel combaciamento senza modificare in alcun modo permanente i denti e la loro disposizione. La sua azione è prevalente quindi sulla funzione neurale e muscolare e sull'adattamento articolare a questa. Di regola non sostituisce denti mancanti, ma si aggiunge e si interpone tra quelli preesistenti. Da comparsa occasionale nella routine delle cure odontoiatriche del passato è diventato il protagonista della cura dei disturbi occlusali e posturali! Negli ultimi quindici anni il suo utilizzo si é generalizzato. Usato ed abusato quindi, da quel che vediamo nella pratica quotidiana, il bite può essere un ausilio terapeutico di importanza fondamentale quando veramente indicato, ben concepito e attentamente costruito




























 
 
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